La sezione dedicata all’assetto della proprietà terriera nel museo presenta una serie di grafici e tabelle che documentano i risultati di un’approfondita ricerca storica sull’evoluzione del regime fondiario. Questi dati sono stati estratti principalmente da due catasti dei terreni: il Catasto provvisorio degli inizi dell’Ottocento e il Catasto degli anni Venti del Novecento, che mostrano chiaramente la distribuzione della proprietà terriera nel tempo, evidenziando un fenomeno di polverizzazione e frammentazione delle terre.
Nel XIX secolo, la distribuzione della proprietà terriera era estremamente polarizzata. Da un lato, c’era un ristretto numero di proprietà estese, appartenenti al Comune, ai discendenti del feudatario, alle chiese e alle famiglie principali della borghesia terriera, che coprivano circa il 75% della superficie totale. Dall’altro, una moltitudine di piccoli fondi, inferiori a dieci tomolate (3,3 ettari), copriva solo il 13% della superficie totale. Le proprietà maggiori, situate principalmente nelle zone montane, erano destinate prevalentemente al pascolo e alla gestione forestale.
Un aspetto particolarmente interessante è rappresentato dalle tavole che illustrano la frammentazione di alcune delle grandi proprietà terriere. Questo fenomeno trova spiegazione nel processo di redistribuzione della proprietà terriera che si è verificato nel corso dell’Ottocento. La costituzione dei patrimoni fondiari avvenne gradualmente, attraverso l’acquisizione di appezzamenti di terra, spesso di dimensioni ridotte e situati in località diverse, talvolta distanti tra loro. Questo processo fu promosso da un ceto originariamente non agrario, che investiva i proventi derivanti da attività extragricole come le professioni liberali, il commercio e l’artigianato.
Il regime fondiario subì importanti trasformazioni tra l’Ottocento e il Novecento, con significative variazioni nella composizione e dinamica della popolazione agricola. Questi cambiamenti sono ampiamente documentati nel museo, con una serie di tabelle esplicative e materiali d’archivio che offrono uno spaccato completo della realtà agricola dell’epoca.